ASSOMARINAS
via Capo Horn 4
Cavallino Treporti (Ve)
tel. 041 5371397
fax 041 5370365
e-mail
info@marinas.it
ufficio stampa
press@marinas.it
News
12/05/2009
Attesa sentenza del Consiglio di Giustizia amministrativa per la regione siciliana che conferma:
"Giù le mani dalle darsene private"
Per la portualità turistica italiana non c’è più alcun dubbio: la recente sentenza 346 del 5 maggio 2009 dell’ultimo grado della giustizia amministrativa siciliana, relativa alla proprietà di un porto turistico realizzato su area privata sancisce, come nella fattispecie è accaduto per Portorosa (Messina), il mantenimento della proprietà privata della struttura stessa.
“Per ASSOMARINAS, l’Associazione Italiana dei Porti Turistici che dall’Adriatico al Tirreno associa una settantina di marinas, è un’altra battaglia vinta, anzi, una guerra vinta – dichiara il presidente Roberto Perocchio – dopo che, in collaborazione con UCINA, già nel 2003 avevamo ottenuto dal Consiglio di Stato con la sentenza 1601/2003 l’affermazione in termini generali di questo importante postulato giuridico necessario a garantire la prosecuzione degli investimenti nel settore delle darsene private per il diporto nautico”.
Nel caso della Sicilia, meglio, del porto messinese, questo chiarimento si è determinato, anche se a distanza di molti anni dalla realizzazione della struttura, attraverso il chiarissimo riferimento all’art. 46 della Costituzione (che garantisce la tutela della proprietà privata) così come alla giurisprudenza comunitaria in materia di “accessione invertita”.
Con questa ulteriore sentenza anche nell’ambito della regione Sicilia si dà, dunque, il via libera alla realizzazione di moderne infrastrutture portuali turistiche a basso impatto ambientale che potranno generare nuovi posti di lavoro ma, soprattutto, il più agevole reperimento di risorse finanziarie.
“Si tratta, come auspicato anche da FEDERTURISMO, di un’ ulteriore spinta, soprattutto per i grandi gruppi finanziari e i prestigiosi gruppi esteri già coinvolti nella portualità turistica italiana, come la britannica Camper & Nicholson o la statunitense IGY (International Global Yachting) e per quanti, con la realizzazione di nuove infrastrutture, chiedevano di poter mettere a reddito le nostre coste in un contesto giuridico che garantisca l’affidabilità degli impegni – conclude Perocchio -, come già avvenuto per decine e decine di strutture private concentrate prevalentemente nel nord del Paese: in pratica la sentenza della giustizia amministrativa siciliana stabilisce che lo Stato non avanzi più pretese sulle darsene private.
Una sentenza di questa portata che, in un centinaio di pagine, sviluppa tutte le argomentazioni a sostengo dell’affermazione privatistica, impone a Regioni e Comuni un’attenta rilettura delle proprie opportunità urbanistiche nella valorizzazione sostenibile di ambiti costieri anche degradati o in disuso, che, invece, potrebbero dimostrarsi una nuova riserva di opportunità economiche e di attrazione turistica per la crescita di competitività dell’intero Paese.
L'Addetto Stampa
Massimo Bernardo
[ torna ad elenco articoli ]
Documenti